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Pronuncia i voti nel 1421 nel convento di
Santa Maria del Carmine a Firenze, e vi rimane dieci anni. Il suo esordio
come pittore risale probabilmente al 1432, anno in cui realizza l'affresco
Conferma della regola dei Carmelitani, in cui l'artista mostra di seguire
gli insegnamenti di Masaccio e di Masolino da Panicale; l'influenza di
quest'ultimo è ancor più evidente nella Madonna Trivulzio, anch'essa del
1432, conservata al museo del Castello Sforzesco a Milano, nel quale l'uso
vigoroso del colore sostiene il plasticismo delle figure. Nel 1434 è
attivo a Padova, per attendere a un nuovo lavoro andato perduto, nella
Basilica del Santo. La Madonna di Corneto Tarquinia (1437, Museo di
palazzo Barberini, Roma) e la Pala Barbadori (1437-38, Louvre), al
contrario dell'affresco della Consegna, hanno uno sfondo cupo, che ricorda
le opere degli artisti fiamminghi, e il cui stile è ancora vicino a quello
delle opere veneziane tardogotiche. Ma l'interpretazione dei volumi
attraverso il filtro cangiante dei colori e delle linee dinamiche, segna,
rispetto a Masaccio, l'evoluzione che farà di Lippi uno dei più grandi
artisti del suo tempo. Tale sviluppo si coglie decisamente
nell'Incoronazione della Vergine (1441-47, Uffizi, Firenze), in cui il
ritmo decorativo si impone sui volumi. Nel 1447, in seguito a una
commissione della signoria fiorentina, Lippi realizza l' Apparizione della
Vergine (National Gallery, Londra), dai colori vivaci che traducono un
naturalismo ancora vicino a quello del Beato Angelico. Nel 1452 Lippi
viene nominato cappellano nel convento di San Niccolò di Frieri a Firenze:
vi dipinge il tondo con la Madonna col Bambino e storie di sant'Anna
(Palazzo Pitti, Firenze). Entra così nel periodo più fecondo della propria
vita artistica: sostituendo il Beato Angelico, esegue la decorazione della
cappella maggiore del duomo di Prato con gli affreschi delle Storie di
santo Stefano e di san Giovanni Battista (1452-64), coadiuvato da fra'
Diamante (1430-98). Questo lavoro, interrotto più volte, impegnerà Filippo
Lippi sino al 1464. Qui l'artista si dimostra maestro nell'uso del
linguaggio plastico, conferendo alla Morte di santo Stefano un coerente
equilibrio spaziale. L'abilità nella narrazione drammatica che traspare
nella Pietà (Museo Poldi Pezzoli, Milano), permette di datare a questo
stesso periodo di grande attività e successo tale opera. Alla piena
maturità appartengono le due Adorazioni del Bambino conservate agli Uffizi
e la Madonna del Museo Mediceo di Firenze. Nel 1458, Lippi completa il
lavoro incompiuto di Francesco Pesellino (1422-57) della predella della
Trinità di Pistoia (National Gallery, Londra). La ricerca della bellezza
pura e di una lirica spirituale segnano gli ultimi lavori di Filippo Lippi,
come testimonia la Madonna col Bambino e due angeli degli Uffizi, ove la
Vergine, davanti a una finestra aperta, si staglia sullo sfondo di un
paesaggio minuziosamente descritto. La sua attività artistica si chiude
con gli affreschi delle Storie della Vergine nell'abside del duomo di
Spoleto, iniziati nel 1467 e nei quali si preannuncia la lirica di
Botticelli e del figlio, Filippino.
Testo a cura di:
Tribenet - La Tribù
italiana dell'Arte |
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