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Dalla tournée estiva di Enrico Ruggeri è stato tratto un album
live:"La vie
en rouge". Raccoglie due brani inediti e molti dei suoi successi
vestiti di
un nuovo arrangiamento, più melodico e dal ritmo meno duro.
Le canzoni, registrate durante i concerti di Cremona, Milano, Mosca e
Napoli, ripercorrono la storia artistica del cantautore: dalle storiche
"Polvere" e "Contessa", alle più recenti, come "Gimondi
e il cannibale".
Questo disco è un piccolo capolavoro che si distingue tra tanta musica
"commerciale" che si ascolta ai nostro giorni. Ruggeri riesce a fondere
delle
musiche bellissime con testi che sanno comunicare con immediatezza e
semplicità dei sentimenti molto profondi sfiorando in alcuni casi il
fascino della poesia.
Le due nuove canzoni appaiono piacevoli già al primo ascolto. Credo che
siano
molto autobiografiche e che in esse il nostro artista abbia voluto
esaminare
la sua vita fino ad adesso, tra ricordi, piccoli rimpianti e prospettive
future.
"La vie en rouge", che dà il titolo al "lavoro", ci
trasmette il messaggio di
rimanere sempre un vicini al bambino che è in noi, non lasciandoci cambiare troppo dal
passare
del tempo e dalle esperienze della vita.
Di mantenere in noi la
spontaneità, i sogni, la fantasia che caratterizzano l'infanzia.
"Quante vite avrei voluto" ha un tono più malinconico:
davanti a
noi si
aprono infinite possibili esistenze e ognuno, vivendo la propria, assapora
alcuni aspetti della vita e ne ignora molti altri. Non potremo mai
conoscere
tutto, provare tutto. Ma dalle frasi finali, " è un'avventura
meravigliosa la
mia vita però c'è sempre un'altra vita possibile nella vita",
emerge
la gioia
di vivere la propria vita e la consapevolezza di avere davanti ancora
nuove
esperienze, occasioni ed emozioni. |