Realismi
Rimini, 19 agosto 2001 - 6 gennaio
2002
Palazzi dell'Arengo e del Podestà
La grande mostra che il Meeting per
l'amicizia propone per il 2001 è dedicata a un capitolo fondamentale
della vita culturale italiana del Novecento, collocabile all'incirca
tra il 1943 e il 1953, anni in cui si assiste a una forte ripresa
culturale, assai diversificata sul fronte delle arti figurative, della
letteratura e del cinema. Se non è sempre immediato trovare, fra le
varie forme espressive, reciproche influenze, è tuttavia individuabile
un diffuso denominatore comune nella poetica del realismo, che si
traduce con intensità, "verità" e slancio ideale assai
diversi nei pittori, negli scrittori e in alcuni film che rappresentano
ancora un vanto della tradizione culturale italiana.
"Realismi" è realizzata dal
Meeting per l'amicizia fra i popoli in collaborazione con la Scuola
Nazionale del Cinema di Roma, Il Museo Nazionale del Cinema di Torino ed
i Museo Comunali di Rimini; sponsor generale: il Gruppo Rinascente (Auchan,
La Rinascente, SIB, SMA, Upim)
Il taglio di questa mostra pertanto è
interdisciplinare, dal momento che documenta ' intorno al fulcro di
una ottantina di opere di artisti come Guttuso, Manzù, Morlotti,
Vespignani, Leoncillo, Levi, Pizzinato, Zigaina e altri ' alcune
grandi personalità di scrittori come Pavese, Vittorini, Levi, Noventa,
Pratolini, sino a Pasolini, e di registi, come Rossellini, De Sica e
Visconti.
Le figure degli scrittori sono
ricordate da un ampio apparato fotografico e dall'esposizione di
scritti autografi, mentre la produzione cinematografica sarà
testimoniata da una rassegna di pellicole, con relativi manifesti e
locandine originali, che comprende una serie di capolavori unanimemente
riconosciuti come "classici", quali Roma città
aperta, Ladri di biciclette, I bambini ci guardano, La
terra trema.
Per quanto concerne il fronte delle
arti il problema del substrato culturale e degli sviluppi è
particolarmente complesso, incentrato com'è intorno ai due poli di
Milano e Roma. Il punto di partenza del percorso espositivo è, nei
primi anni '40 a Milano, nella premessa di Corrente, alla base
di cui sta la volontà di connettere intimamente e intensamente arte e
vita (Le Crocifissioni di Guttuso, vincitore nel 1942 del Premio
Bergamo, e di Manzù), che si sviluppa tra il 1943 e il 1946, nel
realismo di Morlotti, Testori e Tavernari.
Si prosegue poi puntando
l'attenzione sulla situazione romana, caratterizzata dalla forte
azione culturale del Partito Comunista, che trova una prima espressione
nella mostra "L'arte contro la barbarie" del 1944 alla
Galleria di Roma, organizzata da "l'Unità": il realismo
romano svela qui la sua determinante componente politica attraverso
alcuni celebri quadri di argomento politico ridipinti dai pittori
italiani (Guttuso rifà le Fucilazioni del 3 maggio di Goya,
Mirko La Marsigliese di Rude, Mafai la Libertà che guida il
popolo di Delacroix, Turcato la Difesa di Pietroburgo di
Deineka e Rambaldi il Marat assassinato di David). Da qui si fa
strada anche quel concetto gramsciano di arte
"nazional-popolare" caratterizzato da connotati meridionalisti
di intonazione politica, legati al rilievo che andavano assumendo nel
Sud le lotte per l'occupazione delle terre - di nuovo Guttuso, con la Marsigliese
contadina (1947) o L'occupazione delle terre (1947) ma
anche Paolo Ricci, che riprende e ripropone il realismo ottocentesco
napoletano (Mancini, Gemito, Toma, Palizzi, Cammarano) e giunge al
collegamento con Courbet, nume tutelare del realismo sociale italiano.
In questa situazione romana si sottolinea il tentativo di alcuni giovani
che, contestando qualsiasi compromesso, danno vita tra il 1945 e 1946 al
gruppo Arte Sociale, finendo però per dividersi nel Gruppo
del Portonaccio (Vespignani) e in quello di via Margutta (Guttuso,
Mafai e altri artisti, in stretto rapporto con critici, teorici e
scrittori, quali Penna, Gatto, Maltese.
Intorno al 1946 la temperie culturale
va articolandosi anche, in alcuni, con una certa disaffezione nei
confronti dell'impegno politico e con una qualche insofferenza per le
pretese di ingerenza del Partito Comunista nei fatti della cultura. In
siffatto clima prende corpo, tra Roma, Milano e Venezia, il Fronte
Nuovo delle Arti (1946 ' 1948), che riunisce, in un difficile
tentativo di azione comune, tra gli altri artisti quali Guttuso,
Leoncillo, Morlotti, e Pizzinato. L'esposizione si conclude con
un'ultima sezione, che presenta opere, tra gli altri, di Guttuso,
Mazzacurati, Ricci, che si spingono fino al 1953 e oltre, gli anni di
pubblicazioni della rivista "Realismo", che teorizza e
propaganda un realismo sociale, proletario, nazional-popolare e
meridionalista.
Il periodo si presenta, in
letteratura, caratterizzato da numerose presenze; che se per gran parte
risultano attinenti a tale "spirito del tempo" peraltro assai
sostenuto editorialmente, sono però affiancate da autori che proseguono
proprie autonome strade senza legame alcuno con tale "spirito di
progresso" ideologicamente caratterizzato, se non addirittura
diffidenti nei confronti di tale clima culturale, o addirittura si
muovono "contro". Di qui l'intento di offrire un panorama
esaustivo sul neorealismo letterario in senso stretto: ma pure le
tendenze che vanno sviluppandosi a latere (ad esempio la letteratura
resistenziale o di guerra o di prigionia, o la narrativa
"meridionale"), e infine alcune voci di "disturbo" o
di autonomo e silenzioso sviluppo.
La sezione cinematografica della
mostra si articola su diversi livelli espositivi. Assieme
all'esposizione di documenti e fotografie di grande interesse storico
e critico, si segnalano particolarmente i documenti recuperati alla Rai
e filmati dell'Archivio Luce che trattano argomenti pertinenti all'opera dei maggiori registi che hanno esordito in epoca
"neorealista", come Roberto Rossellini, Vittorio De Sica,
Luchino Visconti, Luigi Zampa, Giuseppe De Santis, Pietro Germi,
Alessandro Blasetti, Aldo Vergano, Marcello Pagliero. A corredo
ulteriore della sezione saranno manifesti originali, foto di scena e una
scelta di spezzoni cinematografici dei più importanti film della scuola
neorealista, selezionati secondo criteri storico-critici. A far da scena
a tutto ciò, stanno i materiali tecnici utilizzati dalla produzione
cinematografica in quegli anni, ad esempio testi, sceneggiature,
"schizzi", cineprese e altro. L'intento generale è di
proporre uno sguardo d'insieme sul cinema neorealista, libero dagli
innumerevoli pregiudizi politici che ne hanno accompagnato le fortune
anche in campo internazionale.
REALISMI. Arti figurative, letteratura
e cinema in Italia dal 1943 al 1953. Rimini,
Palazzi dell'Arengo e del Podestà, dal 19 agosto 2001 al 6 gennaio
2002 Orario: dalle 9 alle 19, chiuso i lunedì non festivi. Ingresso:
intero £.14.000, ridotto £.8.000, ridotto (bambini dai 6 agli 11 anni)
£.5.000. Visite guidate: scuole £.80.000, gruppi organizzati £.110.000.
E' obbligatoria la prenotazione..
Comitato scientifico: Luciano Caramel,
curatore, con Marco Bona Castellotti, Ermanno Paccagnini, Luca Verdone,
Mario Verdone.
Catalogo Electa
Per informazioni e prenotazioni:
Ufficio Mostre. Meeting per l'amicizia fra i popoli. Tel.0541/783100
fax 0541/786422 Email: grandimostre@meetingrimini.org