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A Milano, a Palazzo Reale, torna in settembre una nuova
esposizione antologica su Pablo Picasso.

La stessa sede che ha ospitato
l?indimenticabile mostra del 1953 oggi presenta l?unica grande
retrospettiva in Italia dopo quella data. Oltre 200 capolavori fra
dipinti, sculture e disegni, per ripercorrere l?esaltante itinerario
umano e artistico del più grande genio artistico del XX secolo. Promossa
da Comune di Milano, Regione Lombardia e Mondadori Mostre, curata da
Bernice Rose con Bernard Ruiz Picasso e la collaborazione di Paloma
Picasso, - e realizzata anche grazie a Wind, che ha creduto e investito in
questo progetto culturale - la mostra espone per la prima volta in
pubblico capolavori finora rimasti sconosciuti, che ribadiscono
l?assoluta centralità del pittore spagnolo nell?arte moderna.
La mostra documenta con opere straordinarie - circa 100
dipinti, cui si aggiungono opere su carta, incisioni, sculture, ceramiche
e i costumi originali di "Parade", il rivoluzionario
"balletto cubista" messo in scena da Djaghilev nel 1917 -
l?intero arco dell?attività di Picasso e permette, in parallelo, di
comprendere gli snodi fondamentali dell?arte del XX secolo. Oltre 200
opere, tra le quali molte mai esposte in precedenza, che illustrano il
vulcanico percorso creativo di Picasso, dagli esordi spagnoli ai primi
contatti con l?ambiente artistico parigino, dai periodi "blu"
e "rosa" alla sperimentazione cubista, dal "ritorno
all?ordine" della parentesi neoclassica alla metamorfosi stilistica
degli anni Trenta, dalle opere di denuncia contro l?oscurantismo
fascista fino all?ultima, vitalissima, stagione creativa. Molti di
questi lavori, ora sparsi tra le più importanti collezioni pubbliche e
private del mondo, sono sempre appartenuti all?artista e ai suoi eredi e
per il loro carattere "intimo" e "privato" hanno la
capacità di introdurre il visitatore nell?universo familiare
dell?artista, offrendo uno sguardo inedito sulla sua personalità di
uomo e di padre. Per la prima volta, all?interno di una esposizione
pubblica, sarà riunito un gruppo consistente di tali lavori, conosciuti
presso il grande pubblico con il nome di "i Picasso di Picasso".
La mostra è organizzata secondo un percorso cronologico,
che illustra le fasi salienti dell?arte di Picasso e i motivi del suo
inesauribile repertorio formale. Si parte dalle opere giovanili, due
intensi ritratti degli amici spagnoli con cui Picasso divise i primi anni
di formazione culturale e la splendida incisione Pasto frugale - tra le
opere più importanti del periodo "blu" - per arrivare ad alcuni
studi di nudo preparatori per Les demoiselles d?Avignon che documentano
le fasi iniziali della rivoluzione cubista e poi passare alle nature morte
del cubismo analitico e sintetico, all?interno delle quali si celano
personaggi e atmosfere dei caffè parigini. Le opere degli anni Venti
riflettono invece i canoni estetici di una nuova fase stilistica, ispirata
alla classicità dell?arte italiana e ai lineamenti della prima moglie,
la ballerina russa Olga Kokhlova. In questi anni Picasso affronta il tema
della famiglia e della maternità in una serie di lavori dedicati alla
moglie (Donna e bambino, Ritratto della signora Picasso, Ritratto della
signora Picasso II) e al figlio Paul. Con gli anni Trenta Picasso entra in
una nuova, straordinaria, fase creativa. L?incontro con la giovanissima
Marie-Thérèse Walter e la sua prorompente fisicità è all?origine di
una sconcertante metamorfosi stilistica (Donna con berretto e vestito
rosso), caratterizzata da un diffuso simbolismo sessuale. Così si arriva
all?intenso decennio che costituisce il cuore della mostra e il centro
della produzione artistica di Picasso. Sono gli anni della Guerra civile
spagnola, del legame con Dora Maar, dell?impegno civile e politico. Il
volto di Dora Maar, intensamente studiato, osservato, reinventato, compare
in una eccezionale serie di ritratti femminili, permettendo di cogliere in
modo diretto la forza dirompente operata da Picasso sulla fisionomia
umana. Sempre in questi anni, attraverso alcuni splendidi ritratti di
Claude e Paloma, Picasso affronta il tema della paternità e del rapporto
con i figli (I giocattoli). Nell?ultima sezione della mostra sono
esposte le opere degli anni ?60 e ?70 nelle quali Picasso rilegge temi
e svolte stilistiche alla luce di un?esperienza umana e artistica senza
confronti, ed è artefice di nuovi capolavori (il Matador, Femme assise,
Homme debout) e dei dipinti erotici degli ultimi anni di vita.
I curatori, hanno voluto costruire la mostra come un
viaggio emozionante nell?opera di Picasso, alla scoperta di
rivoluzionarie innovazioni formali e di una concezione della bellezza
completamente al di fuori degli schemi accettati. Nella sezione dedicata
alla scultura, ampiamente articolata e arricchita dalla presenza di alcuni
dei lavori più importanti, viene sottolineata l?importanza di Picasso
nella fondazione del linguaggio plastico del Novecento e la sua profonda
influenza su artisti come Henri Moore, Alexander Calder e David Smith.
Integrano il percorso espositivo una serie di opere già esposte a Milano
nel 1953 e la continuità con quella mostra, revisionata personalmente
dallo stesso Picasso, è stata fortemente sottolineata dai curatori, in
particolare attraverso l?accurata selezione delle opere da parte degli
eredi e la scelta di presentare l?evento nelle stesse sale espositive di
allora.

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