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E
RINASCIMENTO
Nel Medioevo l'uomo viveva nel timore di Dio, dominato dall'onnipotenza della
Chiesa.
L'arte in generale mostrava cieli e santi, e aveva scarsi rapporti con quello
che accadeva sulla terra. Dal quattordicesimo secolo, l'uomo cominciò invece a
comprendere la propria importanza e il proprio ruolo nel mondo.
Il rinnovamento culturale e scientifico iniziò in Italia nel XV secolo, dove i
centri più attivi furono senz'altro Firenze e Napoli ma anche Roma e Venezia, per poi diffondersi in
tutta Europa.
Questa rinascita, o Rinascimento, si riflette nell'arte: le figure diventano più
vitali, lo spazio più reale e si comincia a narrare la storia cristiana dal
punto di vista dell'uomo.
Con il passare dei decenni, i pittori riuscirono a ricreare il mondo su tavole,
affreschi e pale d'altare con crescente facilità e per circa due secoli vi fu
nel nostro paese un?incredibile messe di pittori, scultori, architetti, che
disseminarono l?Europa dei loro capolavori.
A partire dalle opere di Giotto e Masaccio, il Rinascimento culminò nelle
monumentali creazioni di Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Tiziano.
Generalmente associato all'Italia, il Rinascimento si sviluppò indipendentemente
anche al di là delle Alpi, in Germania e nelle Fiandre. Ma se gli artisti
rinascimentali italiani studiavano la prospettiva e la rappresentazione dello
spazio, i pittori fiamminghi e tedeschi erano più interessati a una minuziosa
rappresentazione del mondo esterno.
Alcuni storici vogliono situare la fine del Rinascimento al saccheggio di Roma operato
dalle truppe tedesche e spagnole il 6 maggio 1527. |