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Manierismo o pittura di maniera
Tendenza stilistica nell'arte, sviluppatasi tra il primo e l'ultimo decennio
del XVI secolo, principalmente tra Roma, Mantova e Firenze, e rapidamente
diffusasi in Italia e in Europa. Il manierismo si allontana dall'equilibrio
dell'arte rinascimentale prediligendo piuttosto la complessità, la drammaticità,
il movimento. Le opere manieriste sono infatti caratterizzate da forme allungate
e figure modellate in modo fortemente plastico, assottigliate o ritorte; nelle
composizione e nella scelta dei soggetti emerge l'amore per il bizzarro e
l'inusuale, per le pose stravaganti, per gli aspetti inquietanti della realtà e
le scene drammatiche, talvolta a scapito di una resa realistica dello spazio; i
colori usati sono inoltre spesso inusuali, e accostati in modo straniante.
Occorre specificare tuttavia che il manierismo non si sviluppò come reazione
e rifiuto totale ai canoni del Rinascimento bensì fiorì dal suo interno,
esasperando alcuni elementi già presenti nell'opera di maestri come Raffaello e
Michelangelo: il Giudizio universale del Buonarroti (1536-1541, Cappella
Sistina, Vaticano) presenta ad esempio elementi e stilemi figurativi addirittura
più estremi di quelli di molti manieristi.
Tra i principali rappresentanti del manierismo citiamo l'allievo di Raffaello
Giulio Romano, il senese Domenico Beccafumi, i fiorentini Rosso Fiorentino e
Pontormo; esempi della loro maniera sono la Deposizione (1521, Pinacoteca
Civica, Volterra) di Rosso; gli affreschi di Pontormo con le Storie della
Passione (1522-1525, Certosa di Galluzzo); la Natività della Vergine (1544,
Pinacoteca, Siena) di Domenico Beccafumi. La Madonna dal collo lungo del pittore
emiliano Parmigianino (1534-1540, Uffizi, Firenze) è tipicamente manierista per
l'estrema verticalizzazione della figura umana e le ambigue relazioni spaziali
della composizione. Un allievo di Pontormo, il Bronzino, estese lo stile
manierista al ritratto e alla pittura allegorica, con la sua famosa Allegoria
del trionfo di Venere (1546 ca., National Gallery, Londra). Alla fine del
Cinquecento operarono i fratelli Taddeo e Federico Zuccari, rappresentanti del
tardo manierismo a Roma.
Tra gli scultori manieristi si possono citare il Giambologna, fiammingo ma
attivo in Italia, e lo scultore e orafo fiorentino Benvenuto Cellini. In ambito
architettonico tra le più importanti opere manieriste si annoverano Palazzo Te
di Giulio Romano a Mantova (1525), e i progetti di Michelangelo per la
Biblioteca Mediceo-Laurenziana di Firenze (1524-1559).
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