Uno dei Movimenti
artistici più importanti dell'Ottocento italiano nasce a Firenze.
Questo movimento è l'unico che nel panorama del secolo meriti veramente
il nome di scuola sia per la comunità di intenti che legava i componenti
del gruppo provenienti da diverse regioni e tradizioni artistiche,sia per
l'alta qualità complessiva dei risultati pittorici raggiunti.
Il termine macchiaioli venne usato per la prima volta sulla gazzetta
del popolo nel 1862.
In questi tempi la saletta del Caffè Michelangelo in Via Larga oggi Via
Cavour era affollata di giovani talenti e qui gli artisti amavano
scambiarsi le proprie idee al di fuori di ogni regola scolastica ed
accademica, in un atmosfera forse confusionaria ed irrequieta ma
densa di stimoli e fermenti creativi.
L'arte di questi pittori come la definì Adriano Cecioni teorico e
critico del movimento, consisteva: "nel rendere le impressioni che
ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di
scuri".
Al suo ritorno da Parigi anche Il critico Diego Martelli nel
corso di un importante conferenza sugli impressionisti fatta a Livorno nel
1879, parla del caffè Michelangelo ,descrivendolo come un luogo ricco di
discussioni sui problemi dell'arte e di come la cultura figurativa locale
si fosse diffusa, uscendo così dai limiti della provincia toscana
internazionalizzandosi.
Il movimento dei Macchiaioli nasce di fatto nel 1856; affermando che la
forma non esiste ma è creata dalla luce e che l'individuo vede tutto il
mondo circostante attraverso forme non isolate dal contesto della natura
quindi come macchie di colore distinte o sovrammesse ad altre macchie di
colore, perché la luce colpendo gli oggetti viene rinviata al nostro
occhio come colore.
Il colore, è per l'individuo l'unico modo di entrare a contatto con la
realtà, che dovrà, per i macchiaioli essere restituita nel quadro
come una composizione a macchie.
Da questa teoria prende le mosse e viene influenzato il movimento degli
impressionisti francesi nato ben più tardi ed informato delle nuove
tendenze dalle frequenti visite a Parigi dei nostri artisti.
I principali esponenti di questo movimento sono: Serafino De Tivoli,
Vincenzo Cabianca, Cristiano Banti, Nino Costa, Vito d'Ancona, Odoardo
Borrani, Giuseppe Abbati, Raffaello Sernesi, Giovanni Boldini, Giuseppe
De Nittis,
Giovanni
Fattori,
Silvestro
Lega,
Telemaco
Signorini, in campo pittorico.
Teorici del gruppo sono inveceDiego Martelli critico
d'arte del movimento ed Adriano Cecioni che dettò le regole basilari
dello "stile".